La Loggia La Mysterieuse di Torino
15 novembre 1723 (Le "Regie Costituzioni"): Vittorio Amedeo II promulga la prima grande raccolta di leggi del regno. Pur non menzionando espressamente la massoneria (all'epoca non ancora strutturata in Piemonte), il testo vieta tassativamente qualsiasi forma di «adunanza, conventicola o società» non esplicitamente autorizzata dal Sovrano. Questa norma costituirà la base giuridica per tutti i successivi interventi della polizia
1731–1732 (Firenze): Nasce la prima loggia massonica documentata in Italia, nota come la "Loggia degli Inglesi". Viene fondata da residenti britannici sotto la guida di Sir Horace Mann e del barone Philipp von Stosch. Il medico toscano Antonio Cocchi è il primo italiano di cui sia registrata l'iniziazione (4 agosto 1732)
Lord Charles Sackville (Conte di Middlesex): È l'uomo simbolo dello sbarco massonico in Italia. Soggiornò a Firenze durante il suo Grand Tour e, poco prima dell'agosto 1732, fondò la celeberrima "Loggia degli Inglesi"
1733
fondò la celeberrima "Loggia degli Inglesi". Per commemorare l'evento e la sua guida spirituale, la loggia coniò nel 1733 la famosa medaglia Sackville, considerato storicamente il primo gioiello massonico coniato in Italia.
George Seton, 5° Conte di Winton: Nobile scozzese ed esule giacobita (sostenitore della dinastia degli Stuart). Si stabilì a Roma e divenne una delle figure di spicco della "Loggia Giacobita di Roma", fondata attorno al 1733. La loggia accoglieva i viaggiatori britannici cattolici e protestanti tolleranti prima di essere violentemente smantellata dall'Inquisizione nel 1737
1735 (Roma): Viene fondata una loggia giacobita a Roma, composta inizialmente da esuli cattolici sostenitori degli Stuart
1737 (Iniziazione a Londra) — Francesco di Caluso (Marchese di Cavour): Antenato del celebre statista ottocentesco, fu uno dei primissimi aristocratici piemontesi di cui si abbia notizia certa a essere iniziato a Londra nella Premier Grand Lodge of England. Al suo rientro a Torino, portò con sé patenti e testi fondamentali, sebbene costretto a muoversi nel totale anonimato
1738 (La reazione della Chiesa): Papa Clemente XII promulga la bolla "In eminenti apostolatus specula". È la prima scomunica ufficiale contro i massoni, che costringe le officine alla clandestinità o alla protezione dei sovrani illuminati
Il marchese d'Ormea fu l'architetto del giurisdizionalismo sabaudo (politica volta a limitare le ingerenze della Chiesa negli affari dello Stato). Secondo le leggi del Regno di Sardegna, nessun documento pontificio — incluse le bolle di scomunica — poteva avere validità legale sul suolo piemontese senza il "Regio Exequatur" (o Placet), ovvero l'approvazione formale del Re
D'Ormea e Carlo Emanuele III si rifiutarono di applicare automaticamente la bolla del 1738 solo perché proveniente da Roma. Accettare che il Papa potesse decretare reati, pene o perquisizioni all'interno dello Stato sabaudo senza il consenso della corona avrebbe significato cedere fette di sovranità.
Anziché pubblicare la bolla papale, Carlo Emanuele III, su consiglio di d'Ormea, scelse di contrastare la Libera Muratoria utilizzando le proprie leggi statali e decreti regi. Le riunioni segrete vennero vietate in quanto "associazioni non autorizzate dal sovrano", punibili dalla magistratura ordinaria piemontese e non dai tribunali dell'Inquisizione ecclesiastica.
Il 1738 fu un anno di forti tensioni diplomatiche tra Torino e la Santa Sede. Il marchese d'Ormea stava conducendo una complessa ed estenuante trattativa diplomatica per sanare i vecchi dissidi sui diritti feudali e sulle nomine dei vescovi, che si concluderà solo nel 1741 con lo storico Concordato con Papa Benedetto XIV
In questo scacchiere, la gestione della bolla contro i massoni divenne per d'Ormea anche una pedina di scambio diplomatica
1739 (Iniziazione in Inghilterra) — Tommaso Crudeli: Intellettuale, giurista e poeta toscano. Sebbene non piemontese, la sua figura è storica: fu iniziato in una loggia anglo-fiorentina e divenne il primo martire della massoneria italiana. Arrestato dall'Inquisizione nel 1739 a causa della bolla papale, morì pochi anni dopo per i postumi della prigionia. La sua vicenda spinse molti italiani a preferire l'affiliazione all'estero per motivi di sicurezza
1741 post
Gli "arcieri" della Polizia Civile e gli agenti del Vicariato presidiavano le porte di Torino. Ogni viaggiatore straniero (soprattutto inglese o francese) che alloggiava nelle locande della capitale veniva schedato. La polizia ispezionava regolarmente i registri degli osti per individuare la formazione di insoliti "circoli d'affari" o riunioni private tra stranieri e nobili locali
Il Marchese d'Ormea morì nel maggio del 1745, esattamente quattro anni prima che il Marchese di Bellegarde istituisse la prima loggia regolare savoiarda.
Ormea fu l'artefice del celebre Concordato con lo Stato Pontificio (1727). Sotto la sua guida, la corona sabauda rivendicò il ferreo controllo dello Stato su ogni associazione, istituzione o ingerenza esterna, comprese le bolle di scomunica papali.
Per scalzare il vecchio potere feudale e l'influenza dei Gesuiti, Ormea favorì l'ascesa di una classe dirigente di estrazione magistraturale e burocratica (di cui lui stesso, nobile di provincia ma laureato in legge a Mondovì, era l'emblema)
La loggia madre savoiarda, storicamente nota come Saint-Jean des Trois Mortiers (o Grande Maîtresse Loge aux trois mortiers) di Chambéry, è stata il vero e proprio baricentro della libera muratoria nei territori sotto la corona dei Savoia durante il XVIII secolo
Maggio 1749: Jean-François de Bellegarde (Marchese delle Marches) fonda ufficialmente a Chambéry la loggia Saint-Jean des Trois Mortiers. La sede dei lavori viene stabilita nella fortezza residenziale del Haut-Chaney (proprietà personale dello stesso Bellegarde)
Il nome e lo stemma: Il termine "Trois Mortiers" (Tre Mortai) rimanda a un duplice binario interpretativo: l'araldica della casata nobiliare locale e il simbolismo operativo dei costruttori della pietra.
1750 (Regno di Napoli): Sotto la guida del principe Raimondo di Sangro di Sansevero, la massoneria napoletana si organizza temporaneamente in una Gran Loggia Nazionale, scontrandosi con i divieti borbonici
1752 (Iniziazione a Chambéry / Lione) — 👤 Conte Gabriele Asinari di Bernezzo: Militare e aristocratico piemontese di altissimo rango. Venne iniziato in Savoia (all'epoca territorio sabaudo ma culturalmente francofono) in una loggia di rito francese. Al suo ritorno a Torino, divenne il vero perno della massoneria subalpina.
1756 Primo nucleo clandestino torinese
Sgurgis de Bourcard e i fratelli Giraud: Ufficiali dell'esercito sardo e medici formati in Francia istituirono a Torino la loggia "Saint Jean de la Mystérieuse", operando con una patente non ufficiale legata ad ambienti lionesi. Fu il primo esperimento di "trapianto" dei rituali francesi sul suolo piemontese.
Sgurgis de Bourcard: Ufficiale militare di origine svizzera ma di cultura e formazione massonica francese. Nel 1756 giunse a Torino dove, insieme ad altri ufficiali itineranti che avevano frequentato le logge di Lione, istituì la storica loggia clandestina "Saint Jean de la Mystérieuse", operando con una patente non ufficiale legata ad ambienti lionesi.
Jean-Baptiste Willermoz (Influenza indiretta e delegati): Sebbene il celebre esoterista di Lione non abbia vissuto stabilmente in Italia, la sua rete di emissari francesi fu fondamentale. Attraverso i costanti viaggi commerciali e massonici tra la Francia e il Piemonte, i suoi delegati iniziarono e convertirono al Rito Scozzese Rettificato l'aristocrazia subalpina, compreso il conte Gabriele Asinari di Bernezzo (nominato poi Gran Priore d'Italia).
1763: Viene fondata a Saint-Jean-de-Maurienne la loggia La Parfaite Union. Questa officina nacque principalmente per raccogliere la nobiltà locale e i funzionari amministrativi della strategica valle della Maurienne, garantendo il controllo massonico sul passaggio verso il Moncenisio.
1764: La loggia di Chambéry sperimenta una crescita travolgente tra l'aristocrazia e la magistratura savoiarda. Viene formalmente riconosciuta e promossa al rango di Grande Maîtresse Loge (Loggia Madre) con facoltà di emettere patenti e fondare nuove officine nei territori del ducato
1765 (Maggio): Nasce ad Annecy la loggia La Triple Solitude (successivamente ridenominata La Parfaite Alliance). Questa loggia divenne rapidamente il secondo polo massonico più importante della Savoia dopo Chambéry, attirando l'élite borghese e i proprietari terrieri dell'Alta Savoia.
1765 Fondazione ufficiale della Mysterieuse
Con il fiorire della loggia "Saint Jean de la Mystérieuse", la polizia universitaria infiltrò degli informatori tra gli studenti e i docenti dell'Accademia delle Scienze. I luoghi prediletti per lo spionaggio erano i Caffè cittadini, dove gli infiltrati ascoltavano le conversazioni per intercettare l'uso di parole d'ordine, simbologie geometriche o la circolazione di libri occulti francesi vietati.
Come già accennato, nel Regno di Sardegna vigevano editti regi rigidissimi e la polizia sabauda sorvegliava costantemente i Caffè e le locande. L'aggettivo "Mystérieuse" (Misteriosa) venne scelto dai fondatori proprio per sottolineare e blindare la segretezza assoluta dei loro lavori. Operare nell'ombra era l'unico modo per proteggere l'incolumità, le cariche pubbliche e i beni degli aristocratici e degli scienziati subalpini che la frequentavano
Nella tradizione massonica universale, San Giovanni Evangelista e San Giovanni Battista sono i santi patroni protettori delle logge (da cui l'espressione storica "Logge di San Giovanni" per indicare la massoneria azzurra o simbolica nei primi tre gradi
il lavoro pratico del muratore (ministerium) è diventato così specialistico e protetto da segreto da essere percepito e chiamato come un vero e proprio "mistero" (mysterion) accessibile solo agli iniziati dell'arte.
La scelta della lingua francese non era casuale. La loggia nacque sotto l'influenza e l'egida della loggia madre Saint-Jean des Trois Mortiers di Chambéry e dei circoli esoterici di Lione.
Mestiere / Mistero (Mystery / Mystère): In italiano e francese le due parole sembrano distinte, ma nell'inglese medievale e moderno si fondono. Il termine inglese per indicare le corporazioni artigiane medievali era Mystery Plays o Trade Mysteries (le sacre rappresentazioni messe in scena dalle corporazioni
1768: Viene istituita a Carouge (all'epoca città sabauda fondata in chiave anti-ginevrina) la loggia La Parfaite Amitié. Geograficamente vicina a Ginevra, questa officina serviva da avamposto per monitorare e accogliere i massoni in transito tra la Svizzera calvinista e i territori cattolici dei Savoia
1770: Si costituisce a Thonon-les-Bains la loggia Saint-Jean de la Triple Alliance. Situata sulle rive del Lago Lemano, questa officina raccoglieva la nobiltà del Chiablese ed era nota per i suoi fitti scambi culturali con i circoli illuministi francesi e svizzeri.
1773 scisma torinese
1777: Viene fondata a Moutiers (nella Tarantasia) la loggia La Discrétion. Questa piccola officina di montagna nacque sotto l'influenza del misticismo lionese e dell'Ecossismo, che in quegli anni stava trasformando la dottrina della loggia madre di Chambéry
1777 (Iniziazione a Londra / Parigi) — 👤 Giorgio René de Challant: Il barone piemontese, grande bibliofilo, completò la sua formazione muratoria tra la Francia e l'Inghilterra prima di rientrare a Torino, inserendosi nei quadri della Mystérieuse riformata da Asinari di Bernezzo
1778: La loggia savoiarda si distacca progressivamente dalle correnti razionaliste inglesi per farsi ammaliare dall'Ecossismo e dai sistemi esoterici mistico-cristiani provenienti da Lione (il Rito Scozzese Rettificato di Jean-Baptiste Willermoz)
1782: Al Convento di Wilhelmsbad, la delegazione di Chambéry (guidata intellettualmente dalle tesi teosofiche di de Maistre) spinge l'intero asse massonico sabaudo verso una forte impronta spirituale e cattolico-esoterica, in netta opposizione all'Illuminismo radicale francese.
1785 - 1788: Infiltrazione e regolarizzazione a Nizza Marittima. Negli anni immediatamente precedenti la Rivoluzione Francese, la loggia madre di Chambéry estese i suoi brevetti verso il Mediterraneo, entrando in contatto con l'ambiente della storica loggia nizzarda Les Vrais Amis Réunis (fondata originariamente sotto gli auspici inglesi ma influenzata dall'asse massonico sabaudo)
1792: Le truppe rivoluzionarie francesi invadono la Savoia. L'Ancien Régime crolla e la loggia Trois Mortiers è costretta a sospendere i propri lavori e occultare i registri segreti. Molti dei suoi storici membri aristocratici prendono la via dell'esilio o vengono perseguitati.
1794: Le autorità regie a Torino e quelle repubblicane sul versante francese decretano la fine formale della prima grande stagione della massoneria sabauda, le cui carte e verbali rimarranno nascosti per decenni prima di riemergere negli archivi storici della Société Savoisienne d'Histoire et d'Archéologie.
IL FONDATORE: SABATIER DE CABRE, L'AMICO DI ALFIERI
Honoré-Auguste Sabatier de Cabre (1737-1802) è una figura storica e diplomatica di rilievo dell'Ancien Régime francese, noto anche per il suo stretto legame di amicizia con il celebre scrittore piemontese Vittorio Alfieri. La sua carriera si inserisce a pieno titolo nella rete diplomatica della corte di Luigi XVI. [1, 2, 3]
- 1737: Nasce in Francia, esponente di una famiglia provenzale che si distinguerà nella diplomazia e negli affari di stato alla fine del XVIII secolo. [1, 2, 3]
- 1761 - 1769: Inizia la sua carriera diplomatica ricoprendo l'incarico di segretario d'ambasciata a Torino. È proprio in questo periodo (attorno al 1768-1769) che stringe una profonda amicizia con Vittorio Alfieri. [1, 2]
- 1771: Si trova a Londra, dove continua a frequentare l'amico Alfieri. In questo periodo, Sabatier de Cabre e suo fratello Jean-Antoine (anch'egli diplomatico) offrono all'autore tragico astigiano una prospettiva colta, cosmopolita e aperta alle idee illuministe. [1]
- Anni successivi (1770-1780): Prosegue la sua ascesa diplomatica. Svolge incarichi di grande responsabilità per conto della Corona di Francia. [1]
- 1784: Viene insignito del titolo di cavaliere dell'Ordine di Saint-Hubert de Lorraine et du Barrois. [1]
- Anni precedenti la Rivoluzione: Viene nominato Ambasciatore di Francia in Russia, presso la corte di Caterina II, un incarico che testimonia la sua abilità e il prestigio raggiunto all'interno dell'apparato diplomatico reale. [1, 2]
- Periodo rivoluzionario: Successivamente agli eventi che sconvolgono la Francia, serve come ministro a Liège. Nonostante il crollo dell'Ancien Régime, mantiene un ruolo influente nelle relazioni internazionali dell'epoca. [1]
- 1802: Muore all'età di 65 anni.
- Il carattere della loggia: Sotto la guida di Sabatier de Cabre, La Mystérieuse assunse un'impronta fortemente aristocratica, cosmopolita e colta. [1]
- Il legame con la scienza: La loggia divenne un importante punto di ritrovo per gli intellettuali e gli scienziati dell'epoca. Molti dei suoi membri furono tra i fondatori della futura Accademia delle Scienze di Torino. [1]
- La rete internazionale: La presenza di diplomatici stranieri come Sabatier de Cabre e di militari d'alto rango fu il fattore principale che permise alla Massoneria di radicarsi nel Piemonte del Settecento, nonostante l'ufficiale clima di chiusura della corte sabauda
- 1724: Nasce in Piemonte da una delle più influenti e antiche casate aristocratiche di origine astigiana, gli Asinari (titolari del marchesato di Bernezzo). [1, 2]
- Anni 1750 - 1760: Intraprende la carriera militare e di corte, guadagnando rapidamente la fiducia della dinastia sabauda grazie alla sua assoluta fedeltà e alle sue doti amministrative.
- 1765: Viene fondata a Torino la loggia Saint Jean de la Mystérieuse. Asinari di Bernezzo vi aderisce fin dai primi anni, rimanendo affascinato dalle correnti esoteriche, occultiste (probabile discepolo di Martinès de Pasqually) e illuministe dell'epoca. [1, 2]
- 1770: Ottiene l'altissimo incarico di Maggiordomo di Corte del re Carlo Emanuele III. Questa nomina a stretto contatto con il sovrano dimostra come l'aristocrazia massonica piemontese d'alto rango fosse perfettamente integrata nei vertici dello Stato sabaudo. [1, 2]
- 1771: Viene eletto Maestro Venerabile (e successivamente Gran Maestro) della loggia Saint Jean de la Mystérieuse. Sotto la sua guida, la loggia vive un'intensa fase di rinnovamento economico e culturale, attirando la crème della nobiltà piemontese, militari ed intellettuali (tra cui il compositore Gaetano Pugnani). [1, 2]
- 1773 - 1774: Compie il passo politico-massonico più importante: aggirando l'influenza della loggia madre francese di Chambéry (Aux trois mortiers), ottiene direttamente dalla Gran Loggia d'Inghilterra a Londra la Patente di Gran Maestro Provinciale per il Piemonte. Questo atto sancisce l'indipendenza e la regolarizzazione della massoneria torinese a livello internazionale, provocando forti proteste da parte dei massoni savoiardi (tra cui il celebre filosofo Joseph de Maistre). [1, 2]
- 1774 (24 aprile): Sotto il nuovo re Vittorio Amedeo III, viene nominato formalmente Mastro di Cerimonie ed Introduttore degli Ambasciatori della corte sabauda, un ruolo cruciale nella gestione della diplomazia e del protocollo reale. [1]
- 1775: Viene nominato Presidente del Direttorio della "Stretta Osservanza Templare" per l'Italia settentrionale (una restaurazione cavalleresca ed esoterica interna alla massoneria), collaborando con figure come il medico Sebastiano Giraud e il marchese Alessandro Valperga di Masino. [1, 2]
- 1792: In tarda età, continua a ricoprire importanti ruoli filantropici ed economici a Torino; i verbali dell'epoca lo registrano attivo come Economo della Congregazione del Soccorso per l'educazione delle giovani. [1]
- 1803: Muore all'età di 79 anni, assistendo negli ultimi anni della sua vita al totale sconvolgimento dell'Ancien Régime a causa dell'invasione napoleonica in Piemonte. [1]
- Scavalcò completamente la loggia madre di Chambéry.
- Si rivolse direttamente alla Gran Loggia d'Inghilterra a Londra.
- Ottenne la Patente di Gran Maestro Provinciale per il Piemonte, rendendo Torino totalmente indipendente da Chambéry e sottomettendo, di fatto, le altre realtà locali alla sua nuova autorità piemontese. [1]
- L'accusa di illegalità: De Maistre sosteneva che l'atto di Bernezzo violasse i patti costitutivi e la gerarchia tradizionale della massoneria sabauda, definendo la mossa piemontese come un atto d'orgoglio ingiustificato.
- La difesa dell'autonomia savoiarda: De Maistre non accettava che il polo culturale e iniziatico della Savoia venisse declassato o assorbito dalle nuove ambizioni centraliste di Torino.
- Il conflitto interno alla "Stretta Osservanza": Lo scontro proseguì negli anni successivi quando la massoneria virò verso i riti templari ed esoterici della Stretta Osservanza Germanica. Anche in quel caso, Bernezzo riuscì a farsi nominare Presidente del Direttorio per l'Italia settentrionale, mentre de Maistre (noto con il nome iniziatico di Eques a Floribus) cercava di mantenere una linea più orientata verso il misticismo cristiano di Jean-Baptiste Willermoz. [1]
- Principe Alfonso Dal Pozzo della Cisterna: Esponente di una delle casate principesche più ricche e prestigiose del Piemonte. [1]
- Marchese Carlo Giuseppe Falletti di Barolo: Membro di spicco della storica dinastia legata alle sorti dinastiche ed economiche di Torino. [1]
- Marchese Alessio San Martino Provana di Parella: Appartenente a una delle famiglie più antiche e influenti della nobiltà di spada. [1]
- Marchese Giuseppe Ludovico Arborio di Gattinara di Breme: Famiglia di grandissimo peso politico alla corte sabauda. [1]
- Conte Gian Giacomo Gamba della Perosa: Rappresentante di una nobiltà strettamente legata alla terra e al servizio dello Stato. [1]
- Conte Vittorio Ferdinando Villa della Villa di Villastellone: Altro illustre dignitario sabaudo. [1]
- I Marchesi di Masino (Ignazio e Giovanni Alessandro Valperga di Masino): Esponenti del potentissimo ramo dei Valperga, legatissimi alle dinamiche dinastiche sabaude. [1]
- Conte Carlo Gianazzo di Pamparato: Legato alle famiglie nobiliari del monregalese e del cuneese
- Sebastiano Giraud: Medico pinerolese stimatissimo che, pur godendo solo di nobiltà personale, divenne uno dei massimi ideologi ed esoteristi della massoneria settentrionale dell'epoca.
- Gaetano Pugnani: Celebre violinista e Maestro della Cappella Reale di Torino, inserito perfettamente in questo club esclusivo
- Gli Eletti di Cohen e il misticismo lionese: Insieme a Bernezzo, si avvicinò al gruppo esoterico di Lione fondato dal teosofo Martinès de Pasqually (Ordine dei Cavalieri Massoni Eletti Cohen dell'Universo). Divenne l'anello di congiunzione tra Torino e Jean-Baptiste Willermoz, l'influente mercante di seta lionese che riformò la massoneria in chiave mistico-cristiana. [1]
- La Stretta Osservanza Templare: Quando a Torino prese piede la riforma tedesca della Stretta Osservanza (che univa la massoneria a una pretesa eredità dei Cavalieri Templari), Giraud divenne l'anima operativa del Direttorio per l'Italia settentrionale. Il suo stemma rituale e la sua "arma" esoterica simboleggiavano la sua altissima autorità nel sistema cavalleresco della loggia. [1, 2]
- Gli Illuminati di Baviera: La sete di conoscenza e riforme lo portò ad aderire anche al celebre ed enigmatico ordine degli Illuminati di Baviera (la setta radicale e razionalista fondata da Adam Weishaupt). In questa struttura segreta Giraud assunse il nome iniziatico di fratello Eques a Serpente, un esplicito richiamo al Caduceo e al serpente della tradizione medica, uniti al titolo cavalleresco (Eques)
- Si dichiarò un repubblicano convinto.
- Sostenne apertamente l'annessione del Piemonte alla Francia.
- Ricevette dal nuovo governo repubblicano l'incarico di guidare la riforma del sistema scolastico piemontese.
- Tra il 1800 e il 1803 fu membro attivo di diverse commissioni governative per riorganizzare lo Stato su basi laiche e moderne. []
- I "Passi" magnetici: Giraud si posizionava di fronte al paziente e faceva scorrere le mani a breve distanza dal suo corpo, dalla testa verso le estremità, convinto di poter "spostare" e sbloccare il fluido vitale accumulato. [1, 2]
- Il contatto visivo e la trance: Fissava intensamente il paziente negli occhi per stabilire un "rapporto magnetico". Questo stato provocava spesso nei soggetti sonnolenza, uno stato di forte suggestione o una vera e propria trance ipnotica (quello che più tardi verrà chiamato sonnambulismo artificiale)
- Giambatista Beccaria (1716–1781): Chiamato alla cattedra di Fisica all'Università di Torino da Carlo Emanuele III, fu colui che modernizzò la scienza piemontese introducendo il metodo galileiano e la fisica sperimentale di Benjamin Franklin. Beccaria era ossessionato dallo studio quantitativo del fluido elettrico. [1, 2]
- Gian Francesco Cigna (1734–1790): Fu il più brillante allievo e assistente di Beccaria. Cigna divenne celebre non solo per le sue ricerche anatomiche, ma soprattutto perché nel 1757 fu tra i tre giovanissimi fondatori (insieme al matematico Joseph-Louis Lagrange e al chimico Saluzzo di Monesiglio) della Società Privata Torinese, che nel 1783 si trasformò ufficialmente nell'Accademia delle Scienze di Torino. [1, 2]
- Beccaria e Cigna avevano dimostrato che i corpi viventi possiedono ed emettono elettricità (studi sul sistema nervoso e sulla magnetizzazione tramite scariche elettriche). [1]
- Giraud utilizzò queste scoperte come "prova" a sostegno del mesmerismo. Per Giraud, il magnetismo animale di Mesmer era la naturale prosecuzione dell'elettricismo di Beccaria. Se esisteva un fluido elettrico che muoveva i nervi, doveva esistere un fluido universale invisibile capace di guarire i corpi. [1, 2, 3, 4]
- 1737: Nasce in Francia, esponente di una famiglia provenzale che si distinguerà nella diplomazia e negli affari di stato alla fine del XVIII secolo. [1, 2, 3]
- 1761 - 1769: Inizia la sua carriera diplomatica ricoprendo l'incarico di segretario d'ambasciata a Torino. È proprio in questo periodo (attorno al 1768-1769) che stringe una profonda amicizia con Vittorio Alfieri. [1, 2]
- 1771: Si trova a Londra, dove continua a frequentare l'amico Alfieri. In questo periodo, Sabatier de Cabre e suo fratello Jean-Antoine (anch'egli diplomatico) offrono all'autore tragico astigiano una prospettiva colta, cosmopolita e aperta alle idee illuministe. [1]
- Anni successivi (1770-1780): Prosegue la sua ascesa diplomatica. Svolge incarichi di grande responsabilità per conto della Corona di Francia. [1]
- 1784: Viene insignito del titolo di cavaliere dell'Ordine di Saint-Hubert de Lorraine et du Barrois. [1]
- Anni precedenti la Rivoluzione: Viene nominato Ambasciatore di Francia in Russia, presso la corte di Caterina II, un incarico che testimonia la sua abilità e il prestigio raggiunto all'interno dell'apparato diplomatico reale. [1, 2]
- Periodo rivoluzionario: Successivamente agli eventi che sconvolgono la Francia, serve come ministro a Liège. Nonostante il crollo dell'Ancien Régime, mantiene un ruolo influente nelle relazioni internazionali dell'epoca. [1]
- 1802: Muore all'età di 65 anni. [1]
- Il carattere della loggia: Sotto la guida di Sabatier de Cabre, La Mystérieuse assunse un'impronta fortemente aristocratica, cosmopolita e colta. [1]
- Il legame con la scienza: La loggia divenne un importante punto di ritrovo per gli intellettuali e gli scienziati dell'epoca. Molti dei suoi membri furono tra i fondatori della futura Accademia delle Scienze di Torino. [1]
- La rete internazionale: La presenza di diplomatici stranieri come Sabatier de Cabre e di militari d'alto rango fu il fattore principale che permise alla Massoneria di radicarsi nel Piemonte del Settecento, nonostante l'ufficiale clima di chiusura della corte sabauda. [1, 2]
- 1724: Nasce in Piemonte da una delle più influenti e antiche casate aristocratiche di origine astigiana, gli Asinari (titolari del marchesato di Bernezzo). [1, 2]
- Anni 1750 - 1760: Intraprende la carriera militare e di corte, guadagnando rapidamente la fiducia della dinastia sabauda grazie alla sua assoluta fedeltà e alle sue doti amministrative.
- 1765: Viene fondata a Torino la loggia Saint Jean de la Mystérieuse. Asinari di Bernezzo vi aderisce fin dai primi anni, rimanendo affascinato dalle correnti esoteriche, occultiste (probabile discepolo di Martinès de Pasqually) e illuministe dell'epoca. [1, 2]
- 1770: Ottiene l'altissimo incarico di Maggiordomo di Corte del re Carlo Emanuele III. Questa nomina a stretto contatto con il sovrano dimostra come l'aristocrazia massonica piemontese d'alto rango fosse perfettamente integrata nei vertici dello Stato sabaudo. [1, 2]
- 1771: Viene eletto Maestro Venerabile (e successivamente Gran Maestro) della loggia Saint Jean de la Mystérieuse. Sotto la sua guida, la loggia vive un'intensa fase di rinnovamento economico e culturale, attirando la crème della nobiltà piemontese, militari ed intellettuali (tra cui il compositore Gaetano Pugnani). [1, 2]
- 1773 - 1774: Compie il passo politico-massonico più importante: aggirando l'influenza della loggia madre francese di Chambéry (Aux trois mortiers), ottiene direttamente dalla Gran Loggia d'Inghilterra a Londra la Patente di Gran Maestro Provinciale per il Piemonte. Questo atto sancisce l'indipendenza e la regolarizzazione della massoneria torinese a livello internazionale, provocando forti proteste da parte dei massoni savoiardi (tra cui il celebre filosofo Joseph de Maistre). [1, 2]
- 1774 (24 aprile): Sotto il nuovo re Vittorio Amedeo III, viene nominato formalmente Mastro di Cerimonie ed Introduttore degli Ambasciatori della corte sabauda, un ruolo cruciale nella gestione della diplomazia e del protocollo reale. [1]
- 1775: Viene nominato Presidente del Direttorio della "Stretta Osservanza Templare" per l'Italia settentrionale (una restaurazione cavalleresca ed esoterica interna alla massoneria), collaborando con figure come il medico Sebastiano Giraud e il marchese Alessandro Valperga di Masino. [1, 2]
- 1792: In tarda età, continua a ricoprire importanti ruoli filantropici ed economici a Torino; i verbali dell'epoca lo registrano attivo come Economo della Congregazione del Soccorso per l'educazione delle giovani. [1]
- 1803: Muore all'età di 79 anni, assistendo negli ultimi anni della sua vita al totale sconvolgimento dell'Ancien Régime a causa dell'invasione napoleonica in Piemonte. [1]
- Scavalcò completamente la loggia madre di Chambéry.
- Si rivolse direttamente alla Gran Loggia d'Inghilterra a Londra.
- Ottenne la Patente di Gran Maestro Provinciale per il Piemonte, rendendo Torino totalmente indipendente da Chambéry e sottomettendo, di fatto, le altre realtà locali alla sua nuova autorità piemontese. [1]
- L'accusa di illegalità: De Maistre sosteneva che l'atto di Bernezzo violasse i patti costitutivi e la gerarchia tradizionale della massoneria sabauda, definendo la mossa piemontese come un atto d'orgoglio ingiustificato.
- La difesa dell'autonomia savoiarda: De Maistre non accettava che il polo culturale e iniziatico della Savoia venisse declassato o assorbito dalle nuove ambizioni centraliste di Torino.
- Il conflitto interno alla "Stretta Osservanza": Lo scontro proseguì negli anni successivi quando la massoneria virò verso i riti templari ed esoterici della Stretta Osservanza Germanica. Anche in quel caso, Bernezzo riuscì a farsi nominare Presidente del Direttorio per l'Italia settentrionale, mentre de Maistre (noto con il nome iniziatico di Eques a Floribus) cercava di mantenere una linea più orientata verso il misticismo cristiano di Jean-Baptiste Willermoz. [1]
- Principe Alfonso Dal Pozzo della Cisterna: Esponente di una delle casate principesche più ricche e prestigiose del Piemonte. [1]
- Marchese Carlo Giuseppe Falletti di Barolo: Membro di spicco della storica dinastia legata alle sorti dinastiche ed economiche di Torino. [1]
- Marchese Alessio San Martino Provana di Parella: Appartenente a una delle famiglie più antiche e influenti della nobiltà di spada. [1]
- Marchese Giuseppe Ludovico Arborio di Gattinara di Breme: Famiglia di grandissimo peso politico alla corte sabauda. [1]
- Conte Gian Giacomo Gamba della Perosa: Rappresentante di una nobiltà strettamente legata alla terra e al servizio dello Stato. [1]
- Conte Vittorio Ferdinando Villa della Villa di Villastellone: Altro illustre dignitario sabaudo. [1]
- I Marchesi di Masino (Ignazio e Giovanni Alessandro Valperga di Masino): Esponenti del potentissimo ramo dei Valperga, legatissimi alle dinamiche dinastiche sabaude. [1]
- Conte Carlo Gianazzo di Pamparato: Legato alle famiglie nobiliari del monregalese e del cuneese. [1]
- I Castellamonte
- I Birago
- I Costa di Polonghera
- I Benso di Cavour (gli antenati del futuro statista Camillo Benso)
- I Falletti di Villafalletto [1]
- Sebastiano Giraud: Medico pinerolese stimatissimo che, pur godendo solo di nobiltà personale, divenne uno dei massimi ideologi ed esoteristi della massoneria settentrionale dell'epoca.
- Gaetano Pugnani: Celebre violinista e Maestro della Cappella Reale di Torino, inserito perfettamente in questo club esclusivo. [, 2]
- Gli Eletti di Cohen e il misticismo lionese: Insieme a Bernezzo, si avvicinò al gruppo esoterico di Lione fondato dal teosofo Martinès de Pasqually (Ordine dei Cavalieri Massoni Eletti Cohen dell'Universo). Divenne l'anello di congiunzione tra Torino e Jean-Baptiste Willermoz, l'influente mercante di seta lionese che riformò la massoneria in chiave mistico-cristiana. [1]
- La Stretta Osservanza Templare: Quando a Torino prese piede la riforma tedesca della Stretta Osservanza (che univa la massoneria a una pretesa eredità dei Cavalieri Templari), Giraud divenne l'anima operativa del Direttorio per l'Italia settentrionale. Il suo stemma rituale e la sua "arma" esoterica simboleggiavano la sua altissima autorità nel sistema cavalleresco della loggia. [1, 2]
- Gli Illuminati di Baviera: La sete di conoscenza e riforme lo portò ad aderire anche al celebre ed enigmatico ordine degli Illuminati di Baviera (la setta radicale e razionalista fondata da Adam Weishaupt). In questa struttura segreta Giraud assunse il nome iniziatico di fratello Eques a Serpente, un esplicito richiamo al Caduceo e al serpente della tradizione medica, uniti al titolo cavalleresco (Eques). []
- Si dichiarò un repubblicano convinto.
- Sostenne apertamente l'annessione del Piemonte alla Francia.
- Ricevette dal nuovo governo repubblicano l'incarico di guidare la riforma del sistema scolastico piemontese.
- Tra il 1800 e il 1803 fu membro attivo di diverse commissioni governative per riorganizzare lo Stato su basi laiche e moderne. []
- I "Passi" magnetici: Giraud si posizionava di fronte al paziente e faceva scorrere le mani a breve distanza dal suo corpo, dalla testa verso le estremità, convinto di poter "spostare" e sbloccare il fluido vitale accumulato. [1, 2]
- Il contatto visivo e la trance: Fissava intensamente il paziente negli occhi per stabilire un "rapporto magnetico". Questo stato provocava spesso nei soggetti sonnolenza, uno stato di forte suggestione o una vera e propria trance ipnotica (quello che più tardi verrà chiamato sonnambulismo artificiale). [1, 2, 3]
- Giambatista Beccaria (1716–1781): Chiamato alla cattedra di Fisica all'Università di Torino da Carlo Emanuele III, fu colui che modernizzò la scienza piemontese introducendo il metodo galileiano e la fisica sperimentale di Benjamin Franklin. Beccaria era ossessionato dallo studio quantitativo del fluido elettrico. [1, 2]
- Gian Francesco Cigna (1734–1790): Fu il più brillante allievo e assistente di Beccaria. Cigna divenne celebre non solo per le sue ricerche anatomiche, ma soprattutto perché nel 1757 fu tra i tre giovanissimi fondatori (insieme al matematico Joseph-Louis Lagrange e al chimico Saluzzo di Monesiglio) della Società Privata Torinese, che nel 1783 si trasformò ufficialmente nell'Accademia delle Scienze di Torino. [1, 2]
- Beccaria e Cigna avevano dimostrato che i corpi viventi possiedono ed emettono elettricità (studi sul sistema nervoso e sulla magnetizzazione tramite scariche elettriche). [1]
- Giraud utilizzò queste scoperte come "prova" a sostegno del mesmerismo. Per Giraud, il magnetismo animale di Mesmer era la naturale prosecuzione dell'elettricismo di Beccaria. Se esisteva un fluido elettrico che muoveva i nervi, doveva esistere un fluido universale invisibile capace di guarire i corpi. [1, 2, 3, 4]
- I Cavalieri Beneficianti della Città Santa (Rito Scozzese Rettificato): Quando la massoneria torinese si riorganizzò, Alessandro Giovanni divenne una colonna del nuovo rito mistico-cavalleresco, che intendeva restaurare l'antico spirito dei Cavalieri Templari sotto una luce strettamente cristiana ed esoterica.
- Il principio della Riflessione: Nella filosofia massonica di stampo martinista (molto cara ad Albarey), la Luna non brilla di luce propria, ma riflette quella del Sole. Allo stesso modo, l'essere umano (e l'Oratore in loggia) deve purificare la propria mente per diventare uno specchio perfetto in grado di riflettere la Luce Divina e l'Intelletto Superiore sulla Terra.
- L'Immaginazione Creatrice: Nel misticismo settecentesco, la Luna è associata alle facoltà dell'anima, all'intuito, alla memoria spirituale e alla comprensione dei misteri invisibili (l'occultismo). Si opponeva al Sole, simbolo della ragione fredda, analitica e puramente accademica incarnata da scienziati come Beccaria
- La Rigenerazione Alchemica: In alchimia, l'Aquila Bianca rappresenta il mercurio purificato o lo stadio finale dell'Albedo (l'Opera al Bianco), che indica la purificazione della materia, il superamento delle passioni terrene e il candore spirituale.
- Il Volo verso l'Alto: L'aquila è l'unico animale capace di fissare direttamente il sole senza bruciarsi gli occhi. Per un cavaliere templare del Settecento, simboleggiava il coraggio di innalzarsi sopra le contingenze politiche dell'Ancien Régime per contemplare le verità eterne
- Il Caduceo e la Medicina: Il serpente è il simbolo universale dell'arte medica (il bastone di Asclepio).
- La Conoscenza Esoterica: Nella tradizione gnostica e teosofica, il serpente simboleggia la sapienza segreta, la prudenza e la forza vitale che si rinnova cambiando pelle. Per Giraud, rappresentava l'energia invisibile del fluido magnetico (mesmerismo) che egli cercava di canalizzare per guarire i corpi e riformare la società.
- Significato: I fiori rappresentano l'armonia della natura, la promessa del frutto e l'aspetto mistico ed estetico della Creazione. De Maistre, pur essendo un giurista rigoroso, era profondamente attratto dall'esoterismo provvidenziale e cristiano, e vedeva nei simboli della natura i caratteri scritti da Dio.
- 1750: Durante il suo viaggio verso Parigi, Casanova viene iniziato alla Massoneria a Lione, all'età di 25 anni, all'interno della loggia Amitié amis choisis. Pochi mesi dopo, a Parigi, riceve il grado di Maestro Massone. [1, 2, 3]
- 1755 (24 luglio): Di ritorno a Venezia, viene arrestato dagli Inquisitori di Stato e rinchiuso nei famigerati Piombi. Tra i capi d'accusa formali figurano l'empietà, la pratica della magia, del gioco d'azzardo e l'appartenenza alla Massoneria (la polizia trova e sequestra i suoi abiti e paramenti rituali). [1, 2, 3]
- 1756 (31 ottobre): Compie la sua rocambolesca ed epica fuga dai Piombi. Nelle dinamiche della sua latitanza e protezione internazionale, la rete di solidarietà e accoglienza tra "fratelli" massoni sparsi nelle varie corti europee si rivelerà vitale. [1, 2, 3]
- I canali lionesi: Casanova era stato iniziato proprio in quel circuito di Lione da cui la massoneria piemontese (attraverso Sebastiano Giraud e i fratelli Valperga di Masino) importava i riti teosofici e le correnti dell'occultismo.
- L'uso utilitaristico della loggia: Per sua stessa ammissione, per un avventuriero, barbaro e letterato privo di un patrimonio solido come lui, la Massoneria serviva a "livellare" le differenze sociali. Entrare in una loggia significava potersi sedere allo stesso tavolo di ministri, diplomatici e marchesi del calibro di Bernezzo o Sabatier de Cabre, ottenendo lettere di raccomandazione, fidi bancari e protezione politica. [1, 2, 3, 4]
- Il magnetismo e l'alchimia: Nei suoi soggiorni torinesi, Casanova si spacciò frequentemente per esperto di cabala, esoterismo e alchimia per affascinare i nobili locali. Questo era lo stesso identico terreno culturale che avrebbe spianato la strada agli esperimenti sul mesmerismo condotti pochi anni dopo da Giraud. [1, 2]
«Il segreto della Massoneria è inviolabile per sua propria natura, poiché il massone lo conosce solo per intuizione, non per averlo appreso [...]. Questo segreto sarà dunque sempre un segreto.»
- Il contesto: Casanova giunge a Torino in occasione dei fastosi festeggiamenti pubblici per le nozze reali tra l'erede al trono Vittorio Amedeo III e Maria Antonia di Spagna. Frequenta assiduamente il neonato Teatro Carignano. [1]
- L'avventura galante: Incontra una bellissima e affascinante sarta piemontese che lavorava per la corte. Pur travolta dal corteggiamento di Casanova, la donna mantiene una certa prudenza dovuta al severo clima morale imposto dalle autorità di vigilanza sabaude sulle giovani nubili.
- Il contesto: È un Casanova all'apice del suo personaggio di avventuriero cosmopolita. Si presenta a Torino con il falso titolo auto-attribuito di Chevalier de Seingalt e alloggia presso una nota locanda vicino a Piazza Castello. [1]
- L'avventura galante: Si lega a una sedicente nobile e avventuriera russa, da lui chiamata la "Contessa ABC" (storicamente identificata con una truffatrice internazionale). La passione si consuma tra cene private, sale da gioco e scommesse d'azzardo.
- L'intrigo: Sfruttando la credulità della donna e di alcuni nobili torinesi incontrati nei salotti, Casanova millanta grandi poteri cabalistici e occulti (lo stesso espediente con cui derubava la Marquise d'Urfé a Parigi). Promette di trasformare metalli vili in oro e di svelare i segreti della longevità, finché i sospetti del Vicario di Polizia non lo spingono a lasciare la città. [1]
- Il contesto: È il soggiorno torinese più celebre, drammatico e documentato nelle memorie. Casanova arriva in città fuggendo da altre disavventure e decide di affittare una casa privata per muoversi con maggiore discrezione.
- L'avventura galante: Si innamora perdutamente di Marcolina, una giovane, colta e bellissima veneziana. Marcolina, tuttavia, è legata da un rapporto ambiguo al banchiere ed evaso di prigione Giuseppe Dell'Aglio. Ne nasce un bizzarro, libertino e dispendioso ménage à trois che scandalizza la puritana aristocrazia locale. [1]
- La fine: Il Vicario di Polizia di Torino, informato dei costumi scandalosi della casa e del vorticoso giro di denaro e debiti di gioco, emana un decreto formale di espulsione. Casanova e i suoi compagni vengono scortati fuori dai confini del Regno di Sardegna.
- Conte Giuseppe Angelo Saluzzo di Monesiglio (1734–1810): Chimico di valore internazionale ed esponente di punta della cerchia fondatrice dell'Accademia (allora Società Privata). Saluzzo era un aristocratico inserito profondamente nei ranghi della Massoneria torinese d'alto rango. Sfruttò la sua immunità politica e nobiliare per proteggere sia i laboratori scientifici sia i salotti massonici dalle prime ondate di sospetto poliziesco sabaudo.
- Marchese Giovanni Battista d'Oncieu de la Bâtie (1731–1804): Ingegnere militare, cartografo d'avanguardia e Socio d'Onore dell'Accademia delle Scienze. Sul piano iniziatico, fu una delle colonne operative della massoneria militare savoiarda e piemontese, mantenendo stretti contatti con il polo massonico di Chambéry (Aux trois mortiers).
- Sebastiano Giraud (1735–1803): Già menzionato come la mente dottrinale della Stretta Osservanza (Eques a Serpente), Giraud fu ammesso come Socio Corrispondente dell'Accademia nel 1801. Giraud incarna l'anello di congiunzione perfetto: portò nell'Accademia le sue conoscenze anatomiche e mediche tradizionali, mentre usava i laboratori per studiare i fluidi invisibili (l'elettricità) con cui giustificava le sue pratiche mesmeriche ed esoteriche in loggia.
- Giuseppe Antonio Bonvicino (1741–1816): Celebre medico, chimico e naturalista piemontese, membro effettivo dell'Accademia delle Scienze dal 1801. Massone attivo e repubblicano convinto, Bonvicino collaborò strettamente con Sebastiano Giraud durante gli anni della Repubblica Subalpina per la laicizzazione della scienza e la riforma delle accademie.
- Giovanni Antonio Maria Vassalli-Eandi (1761–1825): Fisico e scienziato torinese di rilievo europeo, fu l'allievo prediletto di padre Giambatista Beccaria e divenne Segretario perpetuo dell'Accademia delle Scienze. Vassalli-Eandi visse la transizione drammatica di fine secolo: frequentò gli ambienti colti delle logge torinesi (da cui apprese l'interesse per la filantropia e il galvanismo) e sotto il governo francese divenne l'uomo di punta per la modernizzazione della scienza piemontese, integrando le istanze di Giraud e superando il rigido conservatorismo teologico del vecchio Beccaria
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